COME ATTRARRE I MIGLIORI TALENTI CON IL DIGITAL WORKPLACE

Perché il modern workplace è importante per attirare i giovani talenti?

Quali aspetti è fondamentale garantire per offrire un ambiente di lavoro a misura di Millennial?

All’interno delle aziende l’organizzazione del lavoro sta velocemente cambiando. A spingere la trasformazione un esercito di lavoratori ormai abituati a vivere sempre connessi nella propria vita privata e che, sul posto di lavoro, si aspettano di poter disporre della stessa velocità d’accesso alle informazioni, lavorando ovunque e in qualsiasi momento.

Richieste particolarmente diffuse tra i Millennial, ossia quei giovani di età compresa tra i 20 e i 34 anni, che secondo alcune proiezioni della Deloitte Millennial Survey arriveranno a rappresentare nel 2025 il 75% della popolazione attiva in tutto il mondo. Una percentuale che dovrebbe far riflettere i responsabili delle Risorse Umane circa la necessità di elaborare velocemente nuove strategie per attrarre i giovani talenti e riuscire a trattenerli all’interno delle proprie organizzazioni: solo così, infatti, potranno garantire un efficace ricambio generazionale, assicurando un futuro alle proprie aziende in un contesto di mercato ormai sempre più dinamico e competitivo.

Cosa cercano i Millennial sul posto di lavoro

Mentre i dipendenti più senior prestano soprattutto attenzione a stipendio, sicurezza e opportunità di carriera, i Millennial tendono a focalizzarsi su altri aspetti quando si trovano nella situazione di dover valutare un’offerta di lavoro. Innanzitutto, vogliono che i loro nuovi compiti siano significativi e allineati agli obiettivi aziendali. Aspirano a percorsi di carriera flessibili e apprezzano contesti di lavoro in cui i flussi delle informazioni sono trasversali, senza silos che ne limitano l’accesso. Cercano ambienti operativi agili, che non prevedano orari o luoghi di lavoro prefissati.

Generalmente la separazione tra la loro vita professionale e quella personale non è netta: vogliono poter disporre di tempo personale quando sono al lavoro, ma sono anche pronti a dedicare molte più ore di quanto contrattualizzato per poter svolgere al meglio tutti quei compiti capaci di coinvolgerli. Apprezzano la trasparenza e i continui feedback da parte dei loro responsabili, mentre dal punto di vista tecnologico sono dei veri e propri esperti.

I Millennial, infatti, sono cresciuti in un’era dominata da social media e iper connettività, e si aspettano di trovare gli stessi strumenti sul posto di lavoro, accedendo alle informazioni in modo estremamente veloce e senza sforzo. Vogliono essere collegati con tutti all’interno dell’azienda in cui operano e vogliono poter lavorare da casa come se fossero in ufficio. Infine, aspirano a svolgere le loro mansioni in ambienti fortemente collaborativi, partecipando con costanti contributi attivi all’innovazione.

Modern workplace, la risposta migliore

Il lavoro ideale dei Millennial ruota tutto attorno ai concetti di flessibilità, connessione e collaborazione, tre pilastri alla base del modern workplace. Garantire alla propria forza lavoro questa modalità operativa rappresenta, quindi, un’importante leva strategica nelle mani delle aziende per attrarre i giovani talenti e aggiudicarsi le migliori risorse. Ad attirarle sono soprattutto le tecnologie che l’impresa mette a disposizione, capaci di abilitare non solo un ambiente di lavoro fluido e flessibile, ma anche di garantire una condivisione in real time delle informazioni e stimolare un vero e proprio coinvolgimento delle persone, indipendentemente da orario o luogo in cui si trovano.

Attenzione, però. Per attrarre queste risorse la tecnologia non basta: occorre anche che le direzioni HR lavorino su qualche altro aspetto fondamentale per riuscire a mettere a punto il giusto modello di modern workplace. Il primo aspetto è senz’altro rappresentato dalla riorganizzazione del lavoro in più team, abbandonando le classiche strutture gerarchiche per promuovere una maggiore collaborazione interna. Fondamentale è anche creare una cultura aziendale basata su obiettivi condivisi, in cui il feedback dei dipendenti abbia la giusta rilevanza. Importante, poi, la possibilità di ridefinire il concetto stesso di carriera offrendo l’opportunità di passaggi interni, il che dimostra la struttura estremamente flessibile dell’azienda. Infine, è utile che le direzioni HR si sforzino di applicare la metodologia del Design Thinking anche ai profili professionali, proponendo una profonda rielaborazione dei diversi ruoli per cucire in modo sempre più personalizzato (e quindi produttivo) l’esperienza lavorativa su ogni dipendente.

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