I NUMERI DELLO SMART WORKING:

QUANTO SI PUÒ RISPARMIARE CON IL LAVORO AGILE

In Italia sono sempre più numerosi i lavoratori attivi in modalità smart working: si tratta di un modello operativo che riconosce ai dipendenti e ai collaboratori ampia flessibilità nella scelta del luogo e degli orari di lavoro.

Un boom che, tradotto in cifre, conta oggi circa 480.000 smart worker, il 20% in più rispetto al 2017. Questi gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) che segnala anche come a spingere l’acceleratore in questa direzione siano soprattutto le imprese di maggiori dimensioni, con progetti già avviati nel 56% dei casi, il 40% dei quali pienamente a regime. Decisamente meno attiva la categoria delle piccole e medie imprese, in cui il lavoro agile resta ancora poco diffuso, frenato da un 36% di aziende dichiaratamente disinteressate al tema.

Eppure, i tanti benefici dello smart working sono in grado di impattare positivamente anche su questa fascia di imprese. Il più evidente è la maggiore produttività dei dipendenti, più motivati e gratificati dal riconoscimento di una maggiore autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni.

Più produttività, ma anche tanto risparmio

Il lavoro agile, però, non si limita a garantire alle aziende solamente migliori prestazioni dei dipendenti e una loro maggiore soddisfazione professionale; offre anche importanti vantaggi economici: una riduzione di costi resa ovviamente più evidente nelle realtà di maggiori dimensioni. Grazie alla possibilità di lavorare fuori ufficio, gli smart worker consentono infatti alle aziende di riorganizzare i propri spazi fisici, ridimensionandoli anche significativamente. Un’ottimizzazione con importanti ricadute su spese fisse come l’affitto dei locali, il costo della loro manutenzione generale e quello delle utenze (in particolare energia e acqua): tutte voci che normalmente incidono in modo pesante sui bilanci aziendali.

A calcolare con precisione l’ordine del risparmio è stato ancora una volta l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano. Secondo i dati elaborati dallo studio, le aziende che attualmente abbracciano questo modello organizzativo del lavoro beneficiano di un taglio medio alle spese attorno al 30%. Una quota importante che varia in funzione della frequenza con cui i dipendenti sono tenuti a recarsi in ufficio e della fetta di lavoratori a cui è consentito lavorare in smart working.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione degli spazi, vale la pena precisare che la razionalizzazione non riguarda solo la riduzione e la rotazione delle scrivanie, ma anche il ridimensionamento di importanti aree condivise come le sale meeting. Grazie agli strumenti di video conferencing oggi disponibili, lo smart worker può, infatti, partecipare a riunioni virtuali di team, senza obbligare l’azienda a predisporre spazi fisici dedicati. Un’opzione che riduce ulteriormente i metri quadri in affitto e tutte le spese associate.

Lavoro straordinario? Un'altra voce di risparmio per le aziende

Oltre a tutti i tagli conseguenti al minor uso delle strutture fisiche aziendali, si profila poi per le imprese un ulteriore beneficio economico. Il lavoro agile riconosce ai dipendenti, infatti, una grande flessibilità non solo per quanto riguarda il luogo, ma anche l’orario di lavoro.

Ciò significa che non esistono vincoli temporali per lo smart worker, fatto salvo il rispetto dell’orario minimo contrattuale. Se questo punto rappresenta un evidente vantaggio per il lavoratore, in realtà lo è anche per le imprese. In effetti, la mancanza di vincoli relativi ad orari predefiniti elimina in tali giornate la logica dello straordinario, abbattendo tutti gli oneri collegati e, di conseguenza, il costo del lavoro calcolato da ogni singola azienda.

Riassumendo, le voci del risparmio aziendale sono:

  • Riduzione dei costi fissi per l’affitto degli spazi
  • Riduzione dei costi fissi legati all’acquisto degli arredi
  • Riduzione dei costi associati alle utenze (luce, acqua)
  • Riduzione dei costi di manutenzione
  • Riduzione del costo del lavoro (non sono riconosciuti gli straordinari ai dipendenti nelle giornate di smart working)

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